Il Gruppo Folcloristico Massaccio nasce nel 1979 grazie all'opera di alcuni appassionati e affonda le proprie radici nella cultura e nelle tradizioni popolari di Cupramontana, chiamata dal IX al XIX secolo col nome di Massaccio (da qui il nome stesso del gruppo). Cupramontana, antica città termale Picena dove la Dea Cupra godeva di un affermato culto, fu in età romana fiorente municipio con diritto di voto, centro attivo, dinamico e popoloso insieme ad altri non lontani centri posti nel fertile contesto di una vallata attraversata dal fiume Esino. Distrutta durante le invasioni barbariche seguite alla caduta dell'Impero Romano, cominciò a risorgere nel nono secolo, cambiando però il suo nome, come già ricordato, in Massaccio. Centro fiero e coraggioso più di una volta si è ribellato alle prepotenze. Nel corso della sua storia subì molte occupazioni e devastazioni. Nel 1354 fu occupato da Frate Monreale, nel 1416 da Braccio Fortebraccio, nel 1443 da Francesco Sforza, nel 1517 fu devastato da Francesco Maria della Rovere e nel 1798 corse di esserlo da parte dei Francesi ai quali si era ribellato. Per molto tempo è stato il Castello più famoso del «contado» della Signoria di Jesi e durante il XVII secolo, grazie anche alle sue famose Accademie, ha rivaleggiato con Jesi anche nel campo artistico e culturale. Cittadina vivace è luogo, sin dal 1571, di un mercato frequentatissimo un tempo dalle popolazioni vicine, influenzò in questo modo le usanze ed i costumi della tradizione contadina e popolare di tutto il territorio. Favorita da una invidiabile posizione collinare e da un clima mite, è particolarmente rigogliosa la coltivazione della vite. Attualmente è conosciuta in campo Nazionale ed Internazionale per il suo prodotto più importante il Verdicchio, vino noto sin dai tempi dell'Impero Romano. Proprio per celebrare questo prodotto, viene realizzata sin dal 1928, ogni prima domenica di ottobre, la Sagra dell'Uva, grandiosa manifestazione di carattere nazionale che richiama gente da tutte le Marche e non solo; carri allegorici, gruppi folcloristici, con danze e canti, e soprattutto Verdicchio a volontà rendono indimenticabili quei giorni ai numerosi suoi visitatori. Indubbiamente questa manifestazione è stato l'humus sul quale il Gruppo Folcloristico Massaccio si è costituito prima e cresciuto poi. Coscienti che le nostre tradizioni più genuine ed anche più radicate tra la popolazione, andavano irrimediabilmente perdendosi, ammirati dai quei suoni e da quelle danze, alcuni volenterosi alla fine degli anni 70 hanno pensato di rinverdire quelle tradizioni, che ormai erano divenute patrimonio di poche persone e purtroppo sempre più anziane. Alcuni componenti di quel primo nucleo sono ancora presenti tra noi e contribuiscono attivamente a salvaguardare e trasmettere alle nuove generazioni queste tradizioni. Il gruppo si è esibito in numerose località nazionali ed internazionali.