La Sagra dell'Uva
Sin dall'antichità romana Cupramontana è legata alla coltivazione della terra e in particolar modo della vite. Nei secoli VIII-XI furono i monaci benedettini prima e camaldolesi poi a reintrodurre in maniera significativa la coltivazione della vite dopo che la guerra greco-gotica del VI secolo d.C. aveva completamente distrutto l'antico municipio romano di Cupramontana. La coltivazione della vite si accrebbe di decennio in decennio sulle aree lasciate libere dal dissodamento dei boschi e delle selve; già nel Cinquecento troviamo vigneti a cultura intensiva e viti maritate con acero campestre, tecnica ancora usata sino a qualche decennio fa. Nel Settecento poi si ha una produzione viti-vinicola abbondante con esportazione del prodotto in altre regioni. La prima testimonianza scritta sull'esistenza di un'uva bianca di nome Verdicchio è datata 1569, a firma dell'ufficiale d'anagrafe Costantino Felici. Bisogna attendere un secolo e mezzo per avere dal Prefetto dell'Orto botanico di Firenze, Pier Antonio Micheli, una prima sommaria descrizione ampelografica. La coltivazione specifica del vitigno Verdicchio si intensifica nella seconda metà dell'Ottocento sotto l'impulso della cultura Illuministica, trovando condizioni ottimali a livello geomorfologico e microclimatico nei pendii collinari del territorio. È del 1857 la produzione da uve Verdicchio di uno champagne marchigiano, presentato nel 1872 all'Esposizione di Vienna. Nei primi anni del Novecento si inizia la lavorazione "Industriale" del vino con la spumantizzazione e l'imbottigliamento. Non poche aziende vitivinicole susseguitesi nei passati decenni hanno fatto conoscere ed apprezzare il vino Verdicchio nel Mondo. Da oltre mezzo secolo viene riconosciuto a Cupramontana il nome di "Capitale del Verdicchio", quale centro e zona dove vitigno e vino hanno trovato diffusione e produzione supportati da importanti iniziative promozionali (proposta di Scuola enologica, 1883; Cattedra ambulante di viticoltura ed enologia, 1893; Mercato dei Mosti, 1912; Sagra dell'Uva, 1928). Il decreto del 1968 di riconoscimento D.O.C. per il Verdicchio dei Castelli di Jesi, riservato alla specifica zona di produzione situata nel cuore della provincia d'Ancona e delle Marche, ha dato la doverosa garanzia ad un prodotto di ottima qualità. Cupramontana aderisce all'Associazione Nazionale "Città del Vino".
Proprio per celebrare il vino Verdicchio ogni prima Domenica di Ottobre viene realizzata la Sagra dell'Uva, grandiosa manifestazione di carattere nazionale che richiama migliaia di persone da tutte le Marche e non solo. Tra le prime in Italia in ordine di tempo (la prima edizione fu celebrata il 23 settembre 1928), la Sagra nasce come festa del raccolto, ma anche della fecondità della terra, in questa zona particolarmente ricca di vigneti. Carri allegorici, gruppi folcloristici, con danze e canti, stands gastronomici e soprattutto Verdicchio a volontà rendono indimenticabili quei giorni ai suoi visitatori. Durante il periodo della manifestazione gli elementi caratteristici della civiltà contadina vengono riproposti con accoglienza calorosa: i balli tradizionali innanzitutto, tra cui il "saltarello" presentato dai gruppi folcloristici locali; il ballo comunque non è solo spettacolo ma coinvolge gran parte della gente specie giovani ragazze che si agghindano con i costumi dell'antica tradizione popolare; i canti poi, quelli che si facevano nei campi e che riecheggiavano di valle in valle o sull'aia al tempo dei raccolti, sono eseguiti oggi da singoli o da gruppi con gli strumenti di allora, la fisarmonica, l'organetto e il tamburello. Il Palio del Verdicchio, gara di pigiatura con i piedi, proprio come veniva fatta nei secoli passati, si disputa tra i rappresentanti dei comuni della zona di produzione. La sfilata dei carri allegorici o vendemmiali è il clou della sagra, le contrade e le frazioni del paese presentano il loro carro dove di volta in volta i temi della tradizione vitivinicola vengono declinati con l'attualità politica, sociale o storica con effetti creativi ed esilaranti. Gli Stand eno-gastronomici vengono predisposti per la distribuzione delle pietanze e del vino; presso queste "capanne" realizzate con canne, arbusti ed edera, è possibile gustare i prodotti tipici della gastronomia locale. La sagra di Cupramontana coniuga così in maniera encomiabile Uva, Verdicchio e Cucina nel nome della tradizione più vera ed autentica e per questo mai superata.
Per informazioni: info@sagradelluva.com Sito web: www.sagradelluva.com
Il Gruppo Folcloristico Massaccio è presente all'interno della Sagra dell'Uva con un proprio stand eno-gastronomico sito in via Marianna Ferranti n° 28 (2° stand dal palazzo comunale sulla sinistra, nei pressi della pasticceria Scortichini).
Foto dello stand 2003 (Primo classificato)
Foto dello stand 2006
Indicazioni per arrivare a Cupramontana

