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Il Saltarello
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Il Saltarello

Il Saltarello con il suo ritmo inconfondibile è la regina delle danze tradizionali delle Marche e della nostra zona in particolare. Praticato sin dal 1300 è un classico ballo di corteggiamento che di solito veniva eseguito sull'aia. Si differenzia di zona in zona ed anche di coppia in coppia. Può essere eseguito abbracciandosi, tenendosi per mano ed anche stando vicini e non toccandosi affatto, i passi poi sono sempre differenti tra le varie coppie. Generalmente era un ballo di ringraziamento.

Etimologicamente Saltarello è un nome tipicamente italiano, di origine dialettale: si tratta di una traduzione bonaria che fa riferimento ad una delle caratteristiche iniziali di tale ballo, consistente in una serie di passi saltati. In alcune regioni si chiama anche salterello. In spagnolo si chiama alta danza. In francese si chiama pas de brabant o breban. Conosciamo questa danza grazie all'opera di Antonio Cornazzano (Libro sull'arte del danzare, 1465) e grazie ad un manoscritto spagnolo del XVI secolo, che è conservato nella biblioteca della Accademia de la Historia di Madrid. 

E' un pregiudizio, o una verità parziale, il pensare che il Saltarello fosse una danza prevalentemente saltata. Era un ballo vivace e leggero che si eseguiva a passi doppi. Solo raramente vi si inseriva qualche saltello, ma solo da parte di esperti ballerini. Forse la confusione nasce dal fatto che questa danza è stata praticata sia a livello popolare e contadino, sia a livello di corte, dove è stata regolarmente codificata, e dove è diventata complementare alla bassa danza. Per cui potrebbe essere successo che, a livello popolare, sia nato e si sia diffuso un Saltarello semplificato, dove il passo fondamentale è stato, effettivamente, almeno per qualche tempo, quello saltato. Resta da spiegare perché si chiamasse alta danza. I primi due passi erano brevi e si ballavano sulle punte dei piedi: al primo passo ci si alzava lentamente, al secondo ci si abbassava rapidamente. Per tale motivo questi due passi erano chiamati passi ondeggiati. L'attributo alta, quindi, farebbe riferimento al primo passo (alzato).
Come danza di società ebbe molto successo nel XVI secolo. Le figure di ballo erano abbastanza elaborate. Esse venivano eseguite sia a coppia che separatamente, prima dal cavaliere e poi dalla dama: 
Si partiva con due passi semplici: sinistro avanti e destro dietro; 
Si eseguiva un saltello sul piede destro, lanciando contemporaneamente in avanti la gamba sinistra; 
Si portava il peso del corpo sul piede destro; 
Si chiudeva il sinistro sul destro, facendolo rimbalzare indietro; 
Si chiudeva di nuovo il sinistro sul destro, facendolo rimbalzare indietro ed eseguendo una flessione delle articolazioni del piede, del ginocchio e dell'anca; 
Si effettuavano due saltelli sul piede sinistro. 

Il Saltarello si diffuse in Europa e anche in Italia, dove la forma popolare attecchì, in modo particolare, nelle regioni dell'Italia centrale (Marche, Lazio e Abruzzo). Qui finì per diventare un vero e proprio ballo di corteggiamento, con movimenti relativamente semplici che consistevano prevalentemente in una serie di giri, durante i quali i partners si trovavano di fronte o a fianco, sotto braccio, orientati in senso opposto. I salti, che inizialmente erano una caratteristica fondamentale del ballo nella sua versione contadina, con il tempo scomparvero. La musica si mantenne sempre vivace ed allegra: lo strumento caratteristico era l'organetto, il ritmo era scandito da vari strumenti, ma fu immancabile il tamburello.

Il saltarello è stato ripreso anche dalla musica colta. Il massimo esempio è dato dall'ultimo movimento della Sinfonia opera 90 «Italiana» di F. Mendelssohn.

 

 

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